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30.09-01.10.2017 Un weekend di follia al Garda

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“Il pazzo è un sognatore sveglio”. 

Le parole di Freud hanno rappresentato il filo rosso tra gli autori scelti per il "Museo della Follia" di Vittorio Sgarbi, che ha fatto tappa a Salò e che è stato anche il perno della nostra gita di due giorni al Lago di Garda.

Goya, Ligabue, Basquiat erano alcuni degli autori “da incontrare in questa esposizione pensata per chi avesse voglia di lasciare da parte la ragione e ritrovare, finalmente, la follia." 

L'ambiguo tema della follia ci ha portati così sul Garda alla ricerca di alcune contrapposizioni e contrasti, che il nostro animo coglie attorno a questo lago: non solo relax e pace, ma anche asperità: naturali e umane. Le rive del Garda non sono solo un luogo incantevole, un giardino sul lago tra limonaie, oliveti e cipressi dove la bellezza della natura e del clima sono esuberanti, ma sono anche rive rocciose, selvagge e pericolose.

Esse hanno accolto uomini dallo spirito visionario, e forse anche folle, le cui tracce sono ancora visibili e visitabili nel territorio e nella memoria, come di Feltrinelli la terrea Città operaia di Feltrinelli o di D'Annunzio, il fantasmagorico Vittoriale degli Italiani, ma di Gasparo da Salò, il liutaio che diede la forma definitiva al violino.

Il viaggio si è concluso al tramonto della domenica nella Sala della Musica del Palazzo dell’Isola del Garda, dove abbiamo dato il tempo al nostro sentire di stare sulla soglia della vastità della dimensione umana, con uno struggente recital di pianoforte dedicato a Chopin e Schubert.

UN GRAZIE a Lidia Giussani, per averci accompagnati nella visita di Salò, sua città d'adozione, e UN GRAZIE a Matteo Falloni, organizzatore del concerto pianistico sull'Isola del Garda.

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